martedì 26 maggio 2020

ASTI DA VEDERE

CARI BAMBINI, oggi vi propongo un itinerario con foto e breve descrizione delle più importanti mete della nostra amata città : Asti. Perché "per ricominciare" è da qui che dobbiamo partire: a riscoprire le cose belle di "Casa Nostra"

                                 ASTI



Cenni geografici

Situata a 123 m sul livello del mare Asti si trova a circa 60 chilometri da Torino, nella valle del Tanaro,fiume che la bagna.La città sorge in mezzo a celebri colline, il Monferrato astigiano, la Langa astigiana e il Roero, Patrimonio UNESCO da giugno 2014.
Cenni storici
L'aspetto predominante riguarda il periodo medioevale della città. Le chiese, le torri, le caseforti raccontano di un passato glorioso: la città era nota come "città delle cento torri", pare che fossero addirittura superato di 120 torri. Nel Medioevo, Asti è conosciuta a livello europeo come realtà mercantile e finanziaria di notevole rilievo. Risalgono a questo periodo le casane astigiane, istituti di credito su pegno. Nel Medioevo, le famiglie nobili si scontrarono spesso tra loro a causa della lotta tra guelfi e ghibellini.
Nel settembre 1948 una tremenda alluvione colpì gravemente la città e fu causata dall'esondazione del Borbore, e del Tanaro a seguito di violenti nubifragi. L' alluvione del 6 novembre 1994 ha nuovamente messo in ginocchio la città, che ha però saputo prontamente riprendersi.

Ma partiamo da molto lontano ....quando ad Asti c'era il mare .........

- Museo Paleontologico
   

Il Palazzo del Michelerio, in origine un monastero risalente alla metà del secolo XVI e attualmente di prorietà dell’Azienda Territoriale della Casa di Asti.è il luogo dove ci sono reperti che vengono dai geositi di Cortiglione e Vigliano, nel Sud Astigiano dove fu ritrovata la cosiddetta «Viglianottera», lo scheletro della grande balena, un viaggio alla scoperta di quando nell’Astigiano c’era il mare, nella preistoria, Si aggiungono altri reperti molto importanti, come la Balenottera di Valmontasca, la Balena di Portacomaro, la balena «Tersilla» di San Marzanotto d’Asti e i delfinidi di Belangero e Settime. Il museo tratta anche la paleontologia generale e quella territoriale descrivendo i periodi geologici tra il Miocene e il Pliocene, con una carrellata degli eventi geologici degli ultimi 25 milioni di anni.L’attuale allestimento temporaneo del Museo comprende due sezioni: la prima sezione è nel piano soppalcato e presenta la paleontologia generale e territoriale. La seconda sezione espone i resti scheletrici fossili di cetacei astigiani, sia misticeti (balene) che odontoceti (delfini), risalenti all’epoca pliocenica (tra 5,3 e 1,8 milioni di anni fa) quando tutta la Pianura Padana era occupata dal mare.

                             Asti romana





La città, di origini liguri, fu edificata dai romani con il nome di Hasta Pompeia. Di quest'epoca, Asti presenta resti di un certo rilievo, risalenti per lo più al I° sec. d.C:


- parti delle mura

      

- la torre Rossa o torre di San Secondo

                 
 
E' una delle due torri che costituivano una delle antiche porte romane di accesso alla città. Le sue origini romane si evidenziano nella parte inferiore, realizzata in mattoni cotti, mentre la parte più in alto, composta dagli ultimi due ordini di finestre, è la parte medievale. Secondo la tradizione la torre fu la prigione di San Secondo, patrono di Asti, prima del martirio.La torre presenta una leggera pendenza dovuta molto probabilmente all'eliminazione delle strutture romane e degli edifici che la circondavano.
 
- la Domus romana di Via Varrone


      

Si trova al piano seminterrato della casa per anziani "Canuto Borelli" di proprietà comunale, in V. Varrone 30, non molto distante dalla Torre Rossa, è risalente alla seconda metà del I sec d.C, all'epoca costituiva un'abitazione privata, utilizzata da famiglie benestanti. Nella pavimentazione, è presente un pregevole mosaico delimitato da una cornice a spina di pesce più interna ed un'altra, più esterna, con motivo a treccia. Il mosaico a tessere bianche e nere è decorato da figure geometriche in marmo colorato alternate a figure zoomorfe e piante acquatiche. A pochissima distanza si trova anche l'imboccatura di un forno che alimentava il riscaldamento domestico per mezzo di intercapedini nei pavimenti (detto riscaldamento ad "ipocausto"). Altri resti di "domus romane" sono venuti alla luce negli ultimi anni: ad est della domus di via Varrone, sempre in corrispondenza di corso Alfieri, nei locali sotterranei del Palazzo della Rovere di Via Giobert e ancora più ad est, nella zona di via Carducci, presso la torre del Vescovado.

- i resti dell'anfiteatro romano


in V. Massimo d'Azeglio, c'è un'area pavimentata con lastre di pietra rettangolari, riferibile al foro di Asti. Quest'ultimo ritrovamento è visitabile nel Museo di S. Anastasio, insieme ad altri elementi del museo.


- il Museo e la Cripta di di S.Anastasio
                                                                                                   

Si caratterizza per la sua duplice realtà di sito archeologico e di sede museale. L’area archeologica, nella parte ovest del Museo, mostra una stratificazione di testimonianze che vanno dal I-II secolo d.C. fino all’inizio del ’900.La più straordinaria è la cripta di S. Anastasio, il nucleo più antico (XI sec.), presenta colonne e capitelli di recupero di età romana e altomedievale, mentre gli ampliamenti a est e a ovest (XII sec.) videro l'impiego di colonne e capitelli in arenaria appositamente realizzati.
Negli ambienti contigui alla cripta sono visibili tracce di pavimentazione del foro di Asti romana, indizi di insediamenti abitativi del periodo tardo-antico, tombe di VII-IX secolo, resti della chiesa altomedievale (VIII sec.) e delle tre successive chiese di S. Anastasio: la prima (sec. XI) e la seconda chiesa romanica (1120 ca.), infine, la chiesa barocca (1597–1619).Quest'ultima, abbattuta nel 1907, e le precedenti due chiese romaniche di S. Anastasio facevano parte dell'omonimo monastero femminile benedettino, documentato dal 1008, ma forse già esistente alla fine del IX secolo, se non addirittura di fondazione longobarda (sec. VIII). Il monastero, soppresso dal governo napoleonico nel 1802, fu per secoli non solo un centro di spiritualità, ma anche un'istituzione di forte peso economico e politico a livello locale grazie ai suoi vasti possedimenti fondiari ed ai legami con l'aristocrazia astigiana, da cui provenivano le sue badesse.Nella parte est del museo sono conservati elementi lapidei pertinenti al sito di S. Anastasio o comunque all'area cittadina, databili in prevalenza tra VIII e XVI secolo.
Il museo è anche sede di eventi dedicati alla musica, alla letteratura e attività per le famiglie.


Asti medievale
Asti si è affacciata all’età medievale subendo come tante altre città le ripetute invasioni dei popoli barbari per essere poi governata dai Vescovi. La città ha mantenuto in buona parte il suo nucleo medievale. Il Recinto dei nobili, la più antica area di insediamento cittadino, ospitava nel medioevo le caseforti e le torri delle famiglie più potenti della città.

- la torre Troyana

                   
La torre Troyana o torre dell'Orologio è uno dei simboli di Asti e si trova in Piazza Medici. La costruzione risale alla fine del XII sec. E nel ‘200 apparteneva alla famiglia Troya, ricca stirpe di banchieri. La torre è alta 44 m, perfettamente conservata, ed è la più alta torre medioevale del Piemonte. E' caratterizzata da tre ordini di eleganti bifore e decorazioni ad archetti in cotto e arenaria. Nel XV sec. divenne torre civica e fu installato l'orologio, presente nella torre comunale di Piazza S. Secondo. All'interno, una scala di 190 gradini permette di salire al piano dei merli da cui si gode di una vista completa sulla città e sulle colline circostanti. La campana, che ancora oggi scandisce le ore, risale al XVI sec. ed è una delle più antiche del Piemonte. In passato suonava la chiusura delle botteghe, le punizioni sulla pubblica piazza e, nell'ottocento, la ritirata per la notte e l'apertura delle scuole. La torre, recentemente restaurata, è visitabile su prenotazione telefonica.Piazza Medici, Biglietto intero 2.50 €, ridotto 1.10 €.. da aprile a ottobre sabato e domenica 10:00-13:00 e 16:00-19:00 (in ottobre 16:00-18:)

-la torre dei Guttuari


si trova in Piazza Statuto, angolo Via XX Settembre, uno dei più importanti poli mercatali cittadini del medioevo, denominata in origine Piazza dei porci o del fieno o del vino, divenuta Piazza delle Erbe o dell'Ortaglia verso la seconda metà del quattrocento, perché sede del mercato ortofrutticolo.Viene attribuita la proprietà ai Guttuari. Costruita tra il 1225 e il 1235, presenta una base quadrata di 5,80 m di lato esterno e 4 m di interno. La parte superiore e la merlatura ghibellina risalgono alla fine del XIX secolo, periodo in cui fu creato a piano terra il negozio tuttora esistente. La torre ancora oggi è abitata e si può vedere solo dall'esterno.

- la Torre Comentina

                      
E' la seconda torre civica della città, la sua altezza è di 38,55 metri. Essa termina con una terrazza con merlatura ghibellina a coda di rondine e presenta una decorazione sottostante con un doppio ordine di archetti in cotto e arenaria. Le finestre ogivali che si aprono sui quattro lati, all'ultimo ordine sono decorate con lo stesso motivo cromatico degli archetti sovrastanti. Per il tipo di struttura e di decorazione, la torre è datata alla seconda metà del XIII secolo. Il suo nome deriva dalla famiglia Comentina che ne volle la costruzione.
- La torre De Regibus

                                      

La torre De Regibus, sita all’angolo tra via Roero e corso Alfieri, è l’unico esempio di torre a pianta ottagonale sopravvissuta ad Asti. Faceva parte di un complesso di edifici di proprietà della famiglia De Regibus e che contava anche altre due torri Queste tre torri erano conosciute col nome di “Tre Re”, nome che è rimasto ancora oggi all’isolato sebbene due di esse non esistano più. La costruzione è da ricondurre alla fine del XIII secolo, era alta in origine probabilmente intorno ai 39 metri e terminava con una terrazza merlata

- Casa-forte dei Roero

                                       

Sorge di fronte a Palazzo Gazelli ed apparteneva ad uno dei rami della potente famiglia dei Roero, le cui proprietà andavano dall'astigiano all'albese, nella zona che proprio dalla famiglia ha preso il nome di "Roero". L'antica casaforte, la cui costruzione risale alla prima metà del XIII secolo presenta due piani, ha eleganti bifore con decorazioni in cotto e arenaria e colonnina centrale con capitello a foglie d'acanto. La massiccia torre angolare misura 7,50 m di lato e fu abbassata probabilmente nel XVIII sec. All'interno, di particolare interesse è un ambiente con volte a sesto acuto delimitate da costoloni cilindrici tipici dell'architettura medievale del duecento.

- Torre e palazzo Gazzelli



                         

Si trova tra Piazza Statuto e via Roero l'attuale complessovappartenuto ai "Ponte di Lombriasco", poi ai "Cotti di Ceres", poi dal 1840 ai "Gazelli di Rossana", ed ora di proprietà privata, comprende un insieme di immobili la cui origine medioevale è evidenziata dalla conformazione dei muri del piano terreno, dalle volte e dalla presenza della robusta torre duecentesca mozzata a base quadrata di 8 metri di lato, ora alta 24 m, ma in origine alta 38 m. Le origini dell'edificio sono però molto più antiche in considerazione delle tracce di muri romani presenti nelle cantine.

- Palazzo Catena
  
                    

Palazzo Catena è uno dei più antichi edifici di Asti: risale al periodo medioevale e si dice sia stato abitato da Iginia d'Asti, protagonista dell' omonima tragedia di Silvio Pellico. Dal punto di vista architettonico presenta due bracci ortogonali, uno più antico (XXIII sec) ,ed un altro ricavato da edifici preesistenti, uniti da una torre. La facciata presenta una tipica entrata "ogivale"con quattro cornici recanti simboli zodiacali, astrologici e apotropaici, unico per la città. La torre corrispondente a circa un terzo della facciata nel corso del XV sec, venne "abbassata" ed "uniformata" al resto della costruzione.
Attualmente al piano terra del palazzo si trova un negozio di arredo ed oggettistica provenzale, con annesso locale ristoro (riservato a soci),il palazzo è di proprietà privata.


- Palazzo del Podestà


                                      

Situato vicino a via dei Cappellai, il palazzo del Podestà è uno dei più interessanti e ben conservati palazzi medievali presenti nell’area della Collegiata di San Secondo. Unica parte sopravvissuta di un ampio complesso che si estendeva fino a via Cavour, la sua costruzione risalirebbe alla seconda metà del XIII secolo; la struttura del complesso è quella tipica della casa-forte, ovvero un imponente e sobrio palazzo con spessi muri in mattoni cotti. Era presente, nell’area soppressa, anche una torre di notevoli dimensioni. L’aspetto attuale presenta alcune modifiche rispetto all’originale medievale Oltre ad una indubbia importanza sul piano artistico, è il valore storico dell’edificio è dovuto al fatto che stato sede del Comune, il più importante palazzo della città. Molto probabilmente nella parte ora scomparsa del palazzo erano site le stanze del governo comunale, mentre nella parte sopravvissuta era da identificarsi la dimora del Podestà.

  -   Cattedrale

                              

                                                

Il duomo dedicato all’Assunta e a S. Gottardo, resta uno dei più importanti edifici gotici del Piemonte.
La costruzione, in cotto, sorta tra il 1309 e il 1354, ha
l’ingresso, incorniciato da un originale sagrato in stile gotico fiorito, ornato da una bella statua dell’Assunta, con tre portali gotici coronati da tre rosoni nella parte superiore, sul fianco destro della chiesa.All’interno sono da vedere gli affreschi e le pitture di Gandolfino d’Asti, Carlo Innocenzo Carlone, Moncalvo, l’interessante tesoro, che raccoglie preziosi arredi sacri, ed il coro ligneo settecentesco. Sotto l’abside si sviluppa la Cripta dei Vescovi, con le tombe dei pastori della chiesa astigiana e interessanti reperti archeologici.Il campanile, costruito nel Duecento, era molto più alto, ma è stato ridotto nel Seicento quando l'interno venne rivestito da affreschi.

-Cattedrale di S.Secondo


                       

Dedicata al santo patrono della città S. Secondo , la chiesa attuale fu edificata tra il XIII e il XV secolo su edificio preesistente del quale rimane un mosaico pavimentale visibile nel presbiterio è il più bello e imponente esempio di gotico in Piemonte. Dal lato sud lo splendido campanile romanico. Al suo interno, moltissimi capolavori e affreschi, tra cui un bel polittico di Gandolfino d’Asti del XV secolo e l’antica cripta risalente all’VIII secolo. L’interno gotico a tre navate presenta opere di pregio mentre la prima cappella della navata destra ospita i drappi del Palio donati alla Collegiata ogni anno durante la medievale cerimonia dell’Offerta del Palio il 1° martedì di maggio Vicino alla chiesa sorge il Palazzo di Città, antica sede del Comune dal 1558, opera di Benedetto Alfieri.

-  Chiesa di S.Pietro e Battistero

                     

La chiesa di San Pietro in Consavia, o Complesso del Battistero di San Pietro risale al XII sec. Si compone di quattro edifici. La parte più antica è la Rotonda del Santo Sepolcro, copia del luogo santo, nata per rispondere alle esigenze spirituali dei pellegrini che non potevano permettersi un pellegrinaggio in Terra Santa. L' edificio in mattoni e arenaria, esternamente ha un perimetro poligonale, mentre all'interno è a pianta circolare, con un vano centrale circoscritto da otto colonne, con capitelli cubici ad angoli smussati, collegate tra loro da archi a tutto sesto.Fu adibito a battistero solo alla fine del XIII sec: al centro della Rotonda vi è un fonte battesimale marmoreo di fattura cinquecentesca. A questo primo edificio, si aggiunse tra XIII e XIV, una chiesa composta da tre corpi di fabbrica, disposti ad "U" a formare un chiostro interno, suddiviso in Ospedale dei Pellegrini e Casa Priorale. Nel XV sec vi fu un nuovo ampliamento con l'aggiunta di un edificio a pianta quadrata sul lato orientale, la cappella di San Pietro in Consavia, detta anche cappella Valperga dal nome del committente, con volta a crociera decorata da un complesso apparato di formelle figurate in cotto, il più ricco esempio di questa tecnica ornamentale conservato ad Asti. Visitabile da Novembre-Marzo: Mar-Dom 10:00-13:00; 15:00-18:00. Aprile-Ottobre Mar-Dom 10:00-13:00; 16:00-19:00.

-  Chiesa S.Maria Assunta

                            

La chiesa attuale è la riedificazione trecentesca della romanica Santa Maria di Riparupta (XI sec.). All’interno, a tre navate con volte a crociera sostenute da pilastri con capitelli scolpiti in arenaria, recenti restauri hanno messo in luce bellissimi affreschi che vanno dal XIII al XVI secolo con predominanza di Madonne allattanti (la chiesa era probabilmente meta di devozione femminile per chiedere la grazia del parto e il dono del latte). Tra le altre opere interessanti: una Madonna lignea trecentesca e un gruppo scultoreo in arenaria dipinta del 400. Il sagrato è un ottimo punto panoramico sulla città e le colline.

E ANCORA :


-  Palazzo Alfieri
 
                     

Qui nacque il grande trageda astigiano Vittorio Alfieri il 16 gennaio 1749. Il palazzo fu “ammodernato” intorno al 1736 dall’architetto Benedetto Alfieri (cugino di Vittorio). Il piano nobile comprende gli appartamenti e la camera natale di Vittorio Alfieri. Il palazzo ospita la Fondazione Centro Studi Alfieriani e il Museo Alfieriano.

-  Teatro Alfieri
           
                        

Inaugurato nel 1860, ha una costruzione a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi per un totale di 103 più il loggione. La capienza totale era di 2000 persone. Dopo lunghi lavori di restauri il teatro è tornato a nuovo splendore da alcuni anni e ospita una stagione di prestigio e un festival di drammaturgia contemporanea.

-  Acquario



               


L’acquario di pesci d’acqua dolce si trova in piazza del Palio. Si possono vedere le specie ittiche autoctone dei corsi d’acqua astigiani e piemontesi. Il piccolo museo, è visitabile con ingresso libero. Oltre ai sei acquari, c’è anche un laboratorio interattivo e multimediale sugli ambienti acquatici. Si possono fare piccoli esperimenti interattivi con strumenti di laboratorio, sotto forma di gioco, su computer e lavagna multimediale.Ci sono anche approfondimenti sull’acquacultura astigiana.


TUTTE LE ESCURSIONI SI POSSONO FARE A SCELTA A SECONDA DEI PROPRI INTERESSI E DEL PROPRIO TEMPO.

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